AGRICOLTURA:PASTI (MAISCOLTORI)A ZAIA, PIRALIDE CAUSA DANNI
Mercoledì, Settembre 2nd, 2009(AGI) - Roma, 2 sett. - A tredici anni dalla sua immissione in commercio, infatti, “abbiamo visto da una parte crollare il prezzo del nostro mais non OGM ai prezzi del mercato internazionale, e dall’altra abbiamo visto le nostre rese non aumentare o addirittura regredire mentre sono aumentate dall’8 al 20% nei paesi che hanno adottato le innovazioni dimostratesi utili offerte dalle biotecnologie, aumento ottenuto senza l’intensificazione di concimazione ed irrigazione”.
In nessun’altra regione europea - continua il Presidente di Maiscoltori, “la piralide fa tanti danni come in pianura padana e questo lo si riscontra anche sul piano qualitativo: il nostro mais pur essendo uno dei migliori come caratteristiche intrinseche, e’ quello che mediamente presenta il piu’ alto contenuto un tipo di tossine, le fumonisine, prodotte da una muffa che si sviluppa a seguito degli attacchi della piralide. Tanto che diverse industrie mangimistiche, alimentari ed allevatori si riforniscono all’estero non solo per il prezzo piu’ basso ma anche per il piu’ basso contenuto di questa micotossina. Negli ultimi anni abbiamo perso un quarto degli ettari coltivati a mais diventando importatori netti anche di questo cereale e molti ancora ne perderemo nei prossimi anni se non riusciremo a dare competitività a questa coltura”.
Ci siamo buttati nell’oceano del mercato globale con le mani legate dietro la schiena con un salvagente,conclude Pasti, “il contributo PAC, sempre piu’ sgonfio. Stiamo annegando. Slegaci le mani firmando i provvedimenti sulla sperimentazione in campo e sulla coesistenza tra coltivazioni OGM e non OGM che da troppo tempo giacciono sulla tua scrivania. Ridona impulso alla ricerca per questa coltura che è stata ed è ancora la spina dorsale dell’agricoltura padana ma che rischia ora il tracollo”.(AGI)
Bru
