GEA/FONDAZIONE BELLISARIO: IN ITALIA DONNE MANAGER SONO SOLO 6,9%
Mercoledì, Giugno 30th, 2010(AGI) - Roma, 30 giu. - Nelle aziende italiane le donne manager sono solo il 6,9% del totale, contro una media del 30-35% di altri paesi. E’ quanto emerge dalla ricerca ‘Donne: motore per lo sviluppo e la competitivita’ effettuata Gea-Consulenti Associati per la Fondazione Bellisario, che assegna ogni anno il premio la ‘Mela d’Oro’ alle donne che si sono distinte nella professione, nel management e nella scienza, nell’economia e nel sociale. L’indagine, condotta da Enzo Losito Bellavigna e Tito Zavanella di Gea-Consulenti Associati, la prima effettuata in Italia anche sul top management e la prima linea di management oltre che sui componenti dei Consigli di Amministrazione, fotografa il gender gap esistente nelle imprese italiane, partendo da parametri quantitativi per giungere a considerazioni qualitative. Lo scopo della ricerca e’ quello di individuare, attraverso un questionario somministrato a 6.000 manager di 24 diversi comparti industriali e di servizi, il contributo distintivo apportato dalle professionalita’ manageriali femminili allo sviluppo delle imprese italiane, definire gli strumenti operativi e le soluzioni concrete per accelerare la crescita delle donne nelle aziende nei prossimi 3-5 anni e valutare le competenze negoziali delle manager. Sviluppo della leadership, saper influenzare le decisioni e gestire i conflitti sono, infatti, abilita’ indispensabili per ricoprire posizioni di vertice. Su 11.730 posizioni di vertice e prima linea analizzate, su un campione di 1.800 aziende medio-grandi italiane, sono solo 809 le donne manager, ossia pari al 6,9%. Il nostro Paese risulta anche essere tra i piu’ penalizzanti tra quelli delle economie avanzate per quanto riguarda la possibilita’ per le donne di entrare a far parte del top management aziendale: sulle 809 manager censite, infatti, solo il 36% ricopre le posizioni al vertice delle societa’ con 12,2% di Presidenti, l’11,2% di Consiglieri di amministrazione, il 9,3% di AD e solo il 3,6% di Direttori Generali.
I primi tre settori per livello di presenza femminile nei ruoli decisionali sono quelli del tessile/abbigliamento (15,1%), dei beni durevoli per la casa (13,7%) ed il farmaceutico (12,1%). Sotto la media sono invece settori come l’energia (6%) e la chimica (5,9%), mentre decisamente sotto soglia sono non solo il petrolifero (2,9%), ma anche il settore bancario (4,1%). A livello di ruoli di prima linea, alle donne sono poi assegnate piu’ frequentemente funzioni attinenti alla gestione del personale (15,5%), del marketing (10,5%), dell’amministrazione (9%) delle relazioni esterne (8,8%), mentre la loro presenza si riduce drasticamente in settori operativi quali quello della produzione (0,7%), nel settore della pianificazione e controllo e in quello delle investor relations (1%). (AGI) Red (Segue)
