ABBANOA: ACQUA CARBONIA CONFORME A PARAMETRI LEGGE

(AGI) - Cagliari, 10 ago. - L’acqua di Carbonia e’ conforme ai parametri di legge. Le analisi sui campioni effettuate dai tecnici di Abbanoa nel serbatoio di Lardagu non hanno riscontrato valori chimici fuori dalla norma. Identici risultati sono stati ottenuti anche dalle analisi eseguite all’origine, nell’invaso di Bau Pressiu che alimenta la rete del capoluogo. Si esclude, quindi, che si possa essere verificata una contaminazione dell’acqua. I risultati sono gia’ stati segnalati all’Asl 7 che potra’ eseguire le controverifiche necessarie per consentire a sua volta al Comune di rendere l’acqua nuovamente utilizzabile per fini potabili in tutta la citta’. (AGI)

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AGIAFRO: ANGOLA, CORPO INSEGNANTE ‘A LEZIONE’

(AGIAFRO) - Luanda, 10 ago. - Diciassette insegnati brasiliani sono arrivati a Luanda con il compito di formare e rafforzare il corpo insegnate dell’Angola. L’iniziativa si inserisce nel quadro della cooperazione Angola-Brasile in ambito educativo. Gli insegnanti sono specializzati in gestione d’impresa, chimica, biologia, scienze sociali e umane, agronomia. Altri 70 insegnanti arriveranno entro la fine del mese di agosto e saranno inseriti nelle scuole secondarie professionali. Il primo gruppo lavorera’ nelle provincie di Luanda, Cabinda, Benguela, Uige e Kuando Kubango, ma l’obiettivo del governo angolano e’ quello di coprire l’intero Paese. (AGIAFRO) Fea



ABORTO: ROCCELLA, SITUAZIONE ITALIANA MIGLIORE IN OCCIDENTE

(AGI) - Roma, 9 ago. - I dati sulle interruzioni volontarie di gravidanza in Italia confermano “l’eccezionalita’ della situazione italiana rispetto ai paesi occidentali, specie quelli con cui piu’ frequentemente ci misuriamo, come ad esempio Francia, Gran Bretagna e Spagna: l’interruzione volontaria di gravidanza non e’ considerata un mezzo di controllo delle nascite, nonostante nel nostro paese l’accesso alla contraccezione chimica sia tra i piu’ bassi d’Europa”. Cosi’ il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella commenta la relazione appena presentata al parlamento sull’applicazione della legge 194, che conferma il calo delle IVG in Italia, costante dagli anni ottanta, secondo tutti i principali indicatori. Nel 2009 infatti sono state effettuate 116?933 IVG, con un decremento del 3.6% rispetto al dato definitivo del 2008. “L’impostazione della legge 194 che ritiene l’aborto non un diritto privato ma un dramma sociale - sottolinea Roccella - ha contribuito a creare un clima di vigilanza sul fenomeno: il monitoraggio continuo consentito dalla puntuale raccolta dei dati, insieme all’obbligo di eseguire gli interventi solo nelle strutture pubbliche (evitando che ci sia chi possa trarne profitto) sono alcuni aspetti della legge significativi in tal senso. Le motivazioni principali della costante diminuzione del ricorso all’aborto sembrano pero’ essere soprattutto culturali: la tenuta delle reti di rapporti familiari, innanzitutto, caratteristica del nostro paese, e l’esistenza diffusa di un volontariato attivo nel sostegno alle maternita’ difficili, hanno sicuramente pesato nel calo delle IVG. Le condizioni economiche non sembrano essere il fattore determinante nella scelta di proseguire o meno una gravidanza: nella gran parte dei casi quasi la meta’ delle IVG, sia fra le italiane (48.6%) che fra le donne straniere (46.7%) sono di donne con occupazione lavorativa, e solo l’11.9% delle IVG fra le italiane e il 22% fra le straniere riguardano donne disoccupate o in cerca di prima occupazione. E’ importante - conclude - non perdere questa particolare situazione italiana, con un’attenzione anche all’introduzione delle nuove procedure abortive, come quella farmacologica: per migliorarla ulteriormente, come annunciato nella presentazione dell’Agenda Bioetica del Governo, stiamo predisponendo il Piano Federale per la Vita, uno strumento in piu’ nella prevenzione dell’aborto e nella tutela della maternita’ e della vita”. (AGI) Red/Pgi



E’ MORTO FRANCESCHELLI, SINDACALISTA CISL PESCARESE

(AGI) - Pescara, 9 ago. - E’ morto a 52 anni Aurelio Franceschelli, sindacalista della Cisl Pescarese, da oltre dieci anni segretario generale della FEMCA (Federazione Energia, Moda, Chimica) e componente la Segretaria Territoriale della UST-CISL. Ha seguito, tra l’altro, le vicende del polo chimico di Bussi e grazie a lui la Cisl ha aperto tre nuove sedi decentrate in Valpescara a Manoppello, Scafa e Bussi. La camera ardente e’ allestita presso l’Ospedale Santissima Trinita’ di Popoli. Nella prima mattinata di domani il feretro sara’ trasferito presso la sede Cisl di Bussi e alle ore 17.30 sara’ celebrato il rito funebre nella Chiesa Santa Maria dell’Assunta di Bussi sul Tirino. (AGI) Cli/Ett



COCA COLA: UN RABBINO OTTENNE DI FARNE MODIFICARE FORMULA

(AGI) - CdV, 6 ago. - Un rabbino scopri’ il segreto della Coca-Cola e ottenne di farla modificare in ossequio alle leggi della religione ebraica. Lo rivela oggi il portale dell’Unione delle comunita’ ebraiche italiane sottolineando che John Styth Pemberton, il farmacista e medico statunitense che sul finire del XIX secolo invento’ la Coca-Cola, probabilmente non si era mai posto il problema, anche perche’ il suo scopo era creare un farmaco contro il mal di testa. Ma ugualmente la sua bevanda, si legge nel testo che e’ stato ripreso dall’Osservatore Romano, ha rischiato di essere bandita dalle tavole di chi segue le regole della kasherut per opera di Rabbi Tuvia Geffen, che dal 1910 al 1970 fu la guida spirituale della comunita’ ebraica di Atlanta. Nei primi anni Trenta sua figlia Helen, studentessa di chimica, analizza il contenuto e scopre che la bevanda contiene una glicerina derivata da grassi animali. Rabbi Geffen preoccupatissimo contatta Harold Hirsch, della comunita’ ebraica di Atlanta e capo degli affari legali della Coca-Cola; Hirsch si attiva e incontra Asa Candler, proprietario dell’azienda. Viene fissato un incontro con uomini di fiducia di Candler, nel corso del quale a Rabbi Geffen viene eccezionalmente resa nota la formula segreta della bibita; da quel momento la glicerina e un altro derivato a base di mais saranno sostituiti da ingredienti alternativi. Cosi’ la bevanda divenne kosher. (AGI) Siz



GRANO: CIA, IL PRODOTTO ITALIANO C’E’ ED E’ SOTTOPAGATO

(AGI) - Roma, 6 ago. - Secondo i dati del Ministero provenienti dai bollettini AGRIT vi e’ stata una superficie seminata a grano duro pari a 1.230.250 Ettari, una superficie piu’ o meno uguale a quella del 2009 che secondo i dati Agrit era di 1.246.000 Ettari. La produzione sempre secondo i dati Agrit sarebbe nel 2010 di 41.590.646 quintali a fronte di una produzione del 2009 di 39.935.112 quintali. Le rese sono di 33,8 q per ettaro nel 2010 e di 32 q per ettaro nel 2009 con rese molto elevate nel nord Ovest e nel Sud. Viceversa, secondo le nostre stime -chiarisce la Cia- nel 2009 abbiamo calcolato 1.180.000 ettari seminati, con una produzione intorno ai 32 milioni di quintali, quindi di gran lunga inferiore ai dati comunicati dal Ministero, le rese nel 2009 sono state basse soprattutto perche’ i prezzi degli imput chimici sono rimasti alti mentre i prezzi di mercato del grano sono rimasti molto ma molto bassi. Nel 2009 anno solare c’ stato aumento delle importazioni sul 2008 del 28 per cento grazie alla convenienza del cambio dollaro/euro. Nel 2010 le semine -secondo la Cia- segnalavano un calo delle richiesta del seme certificato del 22 per cento, considerato che fino a dicembre il seme certificato era obbligatorio per l’art 68 il dato e’ da considerare veritiero.(AGI) Bru Bru



GRANO: CIA, IL PRODOTTO ITALIANO C’E’ ED E’ SOTTOPAGATO

(AGI) - Roma, 6 ago. - Il blocco delle esportazioni annunciato dalla Russia sta alimentando nervosismo sui mercati mondiali del frumento con l’industria che paventa nuovi prezzi alle stelle. In Italia abbiamo ancora scorte del 2009 e le importazioni di prodotto avvengono principalmente da Messico e Turchia. Tra l’altro, i produttori di grano italiani vendono, ad oggi, grano di buona qualita’ 10 euro sotto il costo di produzione. E per il 2010 il raccolto e’ buono.

Ad evidenziarlo e’ la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alle vicende connesse al prezzo del grano quindi alla siccita’, caldo e incendi che sta imperversando l’Europa orientale.

Sul mercato nazionale -sottolinea la Cia- il grano duro seppur con lievi aumenti di prezzo viene venduto di gran lunga sotto i prezzi di produzione siamo ad oggi per i grani di buona qualita’ intorno ai 18 euro al quintale con prezzi di produzione intorno ai 28 euro.

Nel nostro Paese -evidenzia la Cia- mentre il ricorso continuo alle importazioni (anche sotto trebbia) non stanno certo facendo aumentare significativamente il prezzo per i nostri i produttori.

Secondo i dati del Ministero provenienti dai bollettini AGRIT vi e’ stata una superficie seminata a grano duro pari a 1.230.250 Ettari, una superficie piu’ o meno uguale a quella del 2009 che secondo i dati Agrit era di 1.246.000 Ettari. La produzione sempre secondo i dati Agrit sarebbe nel 2010 di 41.590.646 quintali a fronte di una produzione del 2009 di 39.935.112 quintali.

Le rese sono di 33,8 q per ettaro nel 2010 e di 32 q per ettaro nel 2009 con rese molto elevate nel nord Ovest e nel Sud.

Viceversa, secondo le nostre stime -chiarisce la Cia- nel 2009 abbiamo calcolato 1.180.000 ettari seminati, con una produzione intorno ai 32 milioni di quintali, quindi di gran lunga inferiore ai dati comunicati dal Ministero, le rese nel 2009 sono state basse soprattutto perche’ i prezzi degli imput chimici sono rimasti alti mentre i prezzi di mercato del grano sono rimasti molto ma molto bassi. Nel 2009 anno solare c’ stato aumento delle importazioni sul 2008 del 28 per cento grazie alla convenienza del cambio dollaro/euro.

Nel 2010 le semine -secondo la Cia- segnalavano un calo delle richiesta del seme certificato del 22 per cento, considerato che fino a dicembre il seme certificato era obbligatorio per l’art 68 il dato e’ da considerare veritiero.(AGI) Bru



VINYLS: GOLETTA VERDE DAI CASSAINTEGRATI ALL’ASINARA

(AGI) - Sassari, 5 ago. - “Riavviare la produzione alla Vinyls, garantire il lavoro degli operai di Porto Torres, Ravenna e Marghera e sfruttare la crisi dell’industria chimica italiana per una conversione ‘verde’ e un rilancio del settore”: e’ il messaggio che l’equipaggio di Goletta Verde ha portato stamane agli operai della Vinyls che dal 25 febbraio scorso occupano l’ex carcere di massima sicurezza dell’Asinara per protestare contro il blocco della produzione dello stabilimento di Porto Torres, chiedere il riavvio del ciclo produttivo e mantenere alta l’attenzione di media e politica sulla vertenza.

A sei giorni dall’annuncio del nuovo bando di gara internazionale per la cessione dell’industria chimica Vinyls, che sara’ reso noto a fine agosto, Legambiente ribadisce non solo che lavoro e ambiente sono due diritti fondamentali da tutelare e garantire, ma che la tutela del lavoro va di pari passo con la tutela dell’ambiente.

. “Siamo convinti - ha spiegato Massimo Serafini, Segreteria nazionale Legambiente - proprio in quanto ambientalisti, che la chimica possa avere un futuro nel nostro Paese, a patto che scommetta sull’innovazione di processo e di prodotto. In altre parole la delocalizzazione, non e’ la soluzione alle gravi difficolta’ vissute dalla chimica italiana. Il futuro del chimica italiana e mondiale passa per una radicale innovazione, capace di fornire prodotti biodegradabili, o almeno riciclabili. Serve una chimica del disinquinamento, sinonimo di rilancio della ricerca e dell’innovazione tecnologica. Tutto questo richiede governi capaci di definire politiche industriali serie e lungimiranti che creino un contesto di incentivi e disincentivi in grado di promuovere questa rivoluzione industriale. E’ questa la chimica che serve a questo territorio”. (AGI) Red-Rob



MAREA NERA: TRE QUARTI DEL PETROLIO FLUITO NEL GOLFO E’ “SPARITO”

(AGI/AFP/EFE) Washington, 4 ago. - Quasi tre quarti del petrolio che, per tre mesi, e’ fluito nel Golfo del Messico dal pozzo Bp e’ stato raccolto o si e’ scomposto per processi naturali. Lo sostiene un team di scienziati statunitensi che ha seguito attentamente il tracciato del flusso. Secondo il rapporto del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), un terzo del petrolio e’ stato catturato o disperso attraverso i vari sistemi messi in atto (fuochi controllati, scrematura, dispersanti chimici o e’ stato recuperato direttamente dal pozzo); un ulteriore 41 per cento e’ evaporato o si e’ disperso in gocce microspiche; il restante 26 per cento, ovvero circa 1,3 milioni di barili, classificato come “greggio residuo” attualmente si trova “o sopra o appena sotto la superficie in qualita’ di residui o palle di catrame, e’ stato spinto a terra, raccolto sulla spiaggia, o sepolto sotto la sabbiaa o i sedimenti”. “Madre natura ha fatto la sua parte”, ha commentato la consulente per l’energia della Casa Bianca, Carol Browner, comparsa nei programmi di notizie della mattina, “e continuera’ a operare la scomposizione”. “Alcune palline di catrame potranno arrivare a terra, e saranno ripulite; possono essere ripulite e faremo in modo che siano ripulite”, ha inoltre assicurato.

Si calcola che siano 4,1 milioni i barili di petrolio fuoriusciti nel Golfo del Messico, prima che la Bp riuscisse a turare la falla. Circa 800mila barili sono stati invece recuperati dalla Bp attraverso vari sistemi. La perdita e’ stata ridotta il 15 luglio e nelle ultime ore la Bp e’ riuscita a chiudere la falla e a respingere il petrolio nel serbatoio pompando fluidi pensanti nella falla, attraverso l’opeerazione battezzata Static Kill.

Il 26 per cento del petrolio ancora rimanente nel Golfo del Messico e’ comunque una quantita’ cinque volte superiore a quella versata dalla Exxon Valdez, quando la petroliera si areno’ sulle coste dell’Alaska. Anche se sembra che il petrolio “si degradi rapidamente” -anche grazie “alle temperature calde e ai favorevoli livelli di ossigeno”- il rapporto “non trae conclusioni sull’impatto (a lungo termine) del disastro”. “Per comprendere appieno i danni e gli effetti della marea sull’ecosistema del Golfo del Messico bisognera’ continuare a monitorare la situazione”. (AGI) Bia



SANOFI-AVENTIS: OFFRE OLTRE 18 MLD DLR PER GENZYME

(AGI/REUTERS) - Londra, 3 ago. - La casa farmaceutica Sanofi-Aventis ha presentato un’offerta amichevole alla societa’ americana di biotecnologie Genzyme da 18,4 miliardi di dollari. Lo riferiscono alcune fonti vicine al dossier. Sanofi avrebbe proposto 69 dollari per azione e le due societa’ starebbero discutendo l’offerta. Secondo una fonte Genzyme non sarebbe pero’ disposta ad accettare una proposta sotto gli 80 dollari ad azione. (AGI) Cli



MAREA NERA:BP HA USATO TROPPI SOLVENTI, COMPLICE GUARDIA COSTIERA

(AGI) - Washington, 1 ago. - La Guardia Costiera Usa ha consentito a Bp di utilizzare una quantita’ eccessiva di solventi chimici per disperdere la marea nera del Golfo del Messico. E’ quanto ha stabilito la subcomissione per l’Energia e l’Ambiente della Camera. Malgrado le direttive federali imponessero limiti restrittivi all’uso di quelle sostanze la Guardia Costiera ha costantemente esentato il gigante petrolifero britannico da rispettare questi vincoli. (AGI) Gis



CARCERI: SAPPE, ‘CIRCUITI DIFFERENZIATI’ CONTRO SOVRAFFOLLAMENTO

(AGI) - Roma, 1 ago. - “L’attuale situazione carceraria nazionale viola la Costituzione e in particolare l’articolo 27: e’ un dato di fatto.Quale trattamento penitenziario si puo’ fare quando, come oggi, quelle celle in cui potrebbero starci 43mila persone ne ospitano 69mila, per di piu’ controllate da donne e uomini della Polizia Penitenziaria che sono ben 6mila in meno di quello previsto? Una prima soluzione al pesante sovrapopolamento penitenziario puo’ essere la concreta definizione dei circuiti penitenziari differenziati e, in questo contesto, la costruzione di carceri per cosi’ dire ‘leggere’ per i detenuti in attesa di giudizio destinando le carceri tradizionali a quelli definitivi. Non e’ possibile, come succede oggi, avere nella stessa cella condannati ed imputati o soggetti in attesa di giudizio. In questa direzione, c’e’ una soluzione alternativa per l’edilizia penitenziaria ed e’ un progetto, molto usato negli Stati Uniti, che riguarda un “sistema modulare”, vale a dire un edificio con grandi capacita’ di resistenza agli agenti atmosferici, agli attacchi chimici o ad altri processi deteriorativi, che puo’ essere sopraelevato senza particolari misure strutturali e con costi competitivi e tempi di esecuzione estremamente rapidi. Si tratta di edifici con 600 posti letto costruibili in quattro mesi, con un costo inferiore ai 20 milioni di euro e posti in opera in soli 7 mesi. Questa potrebbe essere una prima rapida soluzione per deflazionare le affollate carceri italiane. Perche’ non provarci?”. E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, la prima e piu’ rappresentativa organizzazione di categoria. “E’ ovvio - aggiunge - che per attivare nuove strutture penitenziarie e’ necessario avere le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria, che oggi non ci sono. Tutti sanno che gli organici del Corpo patiscono carenze quantificate in ben piu’ di 6mila agenti. Vero e’ che da tempo immemore il sappe, il primo sindacato del corpo di polizia, sostiene l’esigenza di definire i circuiti penitenziari differenziati in relazione alla gravita’ dei reati commessi, con particolare riferimento al bisogno di destinare, a soggetti di scarsa pericolosita’, specifici circuiti di custodia attenuata e potenziando il ricorso alle misure alternative alla detenzione per la punibilita’ dei fatti che non manifestano pericolosita’ sociale. Oggi ci sono in carcere quasi 69mila detenuti a fronte di una circa 42mila posti letto, il numero piu’ alto mai registrato nella storia dell’Italia. Bisognerebbe dunque percorrere la strada dei circuiti penitenziari differenziati: ma altrettanto necessaria e’ una concreta riforma del sistema penale - sostanziale e processuale - che renda piu’ veloci i tempi della giustizia”. (AGI) Ros



CINA:CORSA CONTRO IL TEMPO PER RECUPERARE BARILI FINITI NEL FIUME

(AGI/AFP/EFE) - Pechino, 30 lug. - Lotta contro il tempo nel Jilin, in Cina nord-orientale, per recuperare i barili pieni di sostanze chimiche pericolose, spazzati via dalle inondazioni e finiti in un fiume. Le autorita’ locali hanno annunciato il recupero di 2.978 contenitori degli oltre 7.000 finiti nel fiume Songhua e sostengono che le acque non risultano contaminate. Ma non e’ chiaro quanti di quelli recuperati contenessero prodotti chimici e il quotidiano Global Times sostiene che almeno uno dei barili e’ esploso nel fiume (come documentano le immagini di un video on-line).

Soldati e personale di emergenza, disposti a ventaglio lungo il fiume e utilizzando gru e reti in acciaio, cercano di recuperare i barili, provenienti da due stabilimenti danneggiati dalle acque alluvionali. Secondo le autorita’ locali, degli oltre 7.000 barili finiti nel Songhua, tutti chiusi e proprieta’ di due impianti chimici locali, circa 3.000 contenevano prodotti chimici, con 170 chilogrammi ciascuno, e gli altri 4.000 erano vuoti. I 3.000 colmi contenevano agenti chimici definiti da Greenpeace in Cina “estremamente pericolosi” e che possono emettere gas corrosivi al contatto con l’acqua. “I due impianti non dovevano conservare i prodotti chimici in zone vicine all’acqua o in zone a rischio di inondazioni”, ha detto uno dei membri del gruppo ecologista, Monica Wang. Il fiume Songhua, il piu’ lungo della Cina nord-orientale, corre per 1.900 chilometri e rifornisce di acqua circa 4,3 milioni di persone, oltre ad essere l’affluente piu’ lungo del fiume Heilongjian, alla frontiera tra Cina e Russia. Anche se i test finora non hanno riportato segni di contaminazione delle acque, il timore e’ che qualche barile sia affondato sul letto del fiume, rendendo il recupero piu’ difficile. Intanto i prezzi dell’acqua in bottiglia mercoledi’ erano aumentati, perche’ i residenti preoccupati ne avevano fato incetta dagli scaffali dei negozi, ma adesso la situazione -secondo il China Daily- e’ tornata alla normalita’. (AGI) Bia



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