CATTOLICI: CARD. SCOLA, NON C’E’ POSTO PER VISIONI INGENUE
(AGI) - Padova, 2 mar. - Oggi “una considerazione ‘ingenua’ della fede religiosa” e’ “impraticabile”. Come motivare allora “il compito di una Facolta’ Teologica di parlare, a pari titolo con gli altri saperi, nella pubblica agora’?”. E’ l’interrogativo sollevato questa mattina dal cardinale patriarca di Venezia Angelo Scola, intervenuto a Padova al “Dies Academicus” della Facolta’ Teologica del Triveneto di cui e’ gran cancelliere. “La pratica teologica - ha spiegato il card. Scola - se correttamente intesa, scaturisce sempre da un soggetto ecclesiale immerso nel qui-ed-ora delle circostanze storiche”, “luogo provvidenziale” in cui si realizza l’inculturazione della fede. Di qui l’esortazione del patriarca: “La teologia non dovra’ temere di raggiungere gli uomini di oggi nella concretezza e nel travaglio della loro esistenza a partire dalle loro domande piu’ urgenti” che spaziano “dalle difficolta’ causate dal prolungarsi della crisi economica con le sue drammatiche ricadute sul mondo del lavoro, al mondo degli affetti e della vita rivoluzionati dalle biotecnologie e delle neuroscienze, fino al destino delle nostre societa’ segnate da un tumultuoso mescolarsi di popoli e culture e dalla civilta’ delle reti”. Con l’avvio del quinto anno accademico dell’istituzione, eretta nel giugno 2005, si conclude il periodo quinquennale “ad experimentum” della Facolta’. (AGI) Siz
